SENZA META

Tappe

GENERALITA’

Un viaggio cicloturistico deve essere, più o meno accuratamente, pianificato a tavolino. In genere le vacanze a propria disposizione non sono molte e senza un programma si rischia di non raggiungere la propria meta, o di arrivarci troppo presto trascurando possibili visite interessanti e pause rilassanti. Ovviamente non bisogna essere rigidi e lasciare spazio ad eventuali variazioni durante il viaggio.
– Innanzitutto occorre avere tutto il materiale necessario: guide e depliants turistici e indicazioni di possibili percorsi ciclo-turistici.
– Indispensabili le mappe stradali il più possibile dettagliate (almeno 1:200.000, ideale l’1:100.000 non sempre reperibile). Alcune forniscono notizie accessorie molto utili. Sulle mappe italiane del Touring sono segnate le altimetrie e le salite.
– Tendendo conto del tempo a disposizione e delle proprie medie chilometriche giornaliere, si deve decidere a grandi linee quale percorso si vuol fare. Nella decisione peseranno le indicazioni turistiche raccolte, le città e i luoghi da visitare, ecc.
– Su fotocopie delle mappe stradali si segnano con un pennarello le strade da percorrere; si utilizzano pubblicazioni su percorsi ciclo-turistici e, dove mancano, si cerca di individuare il più possibile strade secondarie nella campagna (utilizzando strade statali solo per brevi tratti). Può essere utile evidenziare le località dove fermarsi per una visita.
– A questo punto si rilevano le distanze chilometriche parziali e totali programmando quindi le tappe, giornata per giornata.

Pianificare il viaggio
La cosa migliore da fare è raccogliere il maggior numero di informazioni possibili sul luogo che sarà la meta del nostro viaggio; a parte i dati culturali è fondamentale documentarsi su alcuni aspetti pratici e su tutte quelle informazioni utili come la ricettività turistica della zona e le condizioni delle strade. La soluzione migliore è muoversi con largo anticipo rispetto alla data di partenza scrivendo a consolati, enti turistici nazionali o locali, alle associazioni cicloturistiche per farsi mandare del materiale informativo, oppure contattando persone che hanno già visitato i luoghi che ci interessano a bordo di una bicicletta, per avere notizie sui percorsi diffidando o perlomeno valutando attentamente le referenze di chi ha utilizzato mezzi a motore.

Informarsi
Il cicloturista inoltre deve informarsi bene sulle condizioni ambientali del luogo in cui intende viaggiare; a questo proposito sarà utile informarsi sulle abituali direzioni del vento. In Islanda ad esempio il vento “gira”quasi sempre in senso orario e programmare un viaggio nella direzione contraria sarebbe un errore. Uno studio della cartina stradale e la lettura di una buona guida approfondiranno le vostre conoscenze. Se il tour prevede anche dei tratti di fuoristrada, lungo strade sterrate, mulattiere e sentieri, è buona norma procurarsi una cartina topografica o escursionistica delle zone attraversate, che deve essere attentamente studiata, magari la sera prima, in modo da farsi un’idea precisa del percorso.

Per quanto riguarda invece il progetto del viaggio sarà importante impostarlo in modo elastico; un viaggio in bicicletta infatti può essere condizionato da molti fattori che in caso di viaggi a motore, non vengono presi in considerazione, come l’altimetria della zona, le condizioni atmosferiche o la propria condizione fisica. Proprio per questi motivi l’obiettivo principale della nostra programmazione sarà quello di individuare lungo il percorso tutti i possibili punti tappa, e stabilire una media di chilometraggio affidandosi così a un programma di massima che troverà concreta applicazione di giorno in giorno.

Un’ultima importante annotazione: è utile informarsi in anticipo se nella zona attraversata dai nostri viaggi sia presente qualche punto di assistenza tecnica dove poter fruire di piccole riparazioni o trovare pezzi di ricambio. Ciò non toglie comunque che sia necessario un minimo di conoscenze tecniche che ci consentano di riparare una gomma o regolare velocemente un freno, in modo da non interrompere o rovinare il viaggio su due ruote. Basta chiedere qualche consiglio al ciclista di fiducia o all’amico appassionato, e si potrà partire senza timori.

Scelta della meta

Generalmente la prima pietra della costruzione-viaggio è l’idea della meta, che può avere un’origine puramente geografica, vale a dire il desiderio di scoprire un paese o un particolare territorio; oppure può nascere dal desiderio (prevalente rispetto alla meta) di pedalare su strade che si adattano particolarmente alla bicicletta. A tal proposito, il sottoscritto si è ritrovato a pedalare in Islanda per il gusto di andare in mountain bike sulle piste sterrate dell’isola, che sembrano inventate per tutti i cicloviaggiatori allergici all’asfalto. Un altro aspetto da valutare nella pianificazione di un itinerario è il tempo che abbiamo a disposizione. Una regola saggia che si impara con l’esperienza è quella di preparare un programma flessibile e non troppo ambizioso. Ciò significa prevedere tappe non troppo impegnative in considerazione di un duplice aspetto: viaggiare carichi comporta un dispendio di energie maggiori, e in caso di imprevisti (incidenti, guasti meccanici) può diventare problematico rispettare la tabella di marcia, trasformando il viaggio in una inutile corsa contro tempo e spazio. Inoltre si fa sempre in tempo ad allungare un itinerario in caso di condizioni fisiche e ambientali buone, mentre invece è difficile (e talvolta frustrante) dover rinunciare a un’idea già stabilita.

Programma flessibile vuol dire anche cercare di evitare, ove possibile, di stabilire esattamente tutte le tappe, ma informarsi su tutti i possibili “punti tappa” che verranno poi decisi di volta in volta. Un altro suggerimento è quello di stabilire un giorno di sosta ogni 4 o 5 giorni.

Cartine
Un viaggio in bicicletta comincia sulla carta geografica, procuratevi dei buoni stradari almeno 1/250000 e pianificate il percorso, le soste ed i tempi annotando tutto sul diario di bordo. Giorno per giorno annotate le condizioni climatiche, i dati del ciclo-computer, i fatti salienti, i recapiti delle persone che avete conosciuto, i nomi dei monumenti e delle piazze che avete ammirato, quello che avete mangiato e bevuto, i modi di dire e le leggende del luogo, gli stati d’animo, eventuali disagi o malattie, le ore di sonno. Non trascurate il corredo fotografico o non vi resterà che pentirvene e, quando potete, speditevi una cartolina, sarà piacevole trovarla rientrando a casa. Ogni traccia delle vostre imprese ciclistiche si rivelerà nel tempo un documento prezioso. Qui sotto potete calcolare la velocità media in chilometri e miglia.

 

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