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SARDEGNA 2008

Febbraio 22, 2013 by senzameta in HOME-SLIDE, I MIEI VIAGGI
DATA TAPPA KM IN BICI
DATA TAPPA KM IN BICI
19 luglio Napoli – Lucca – Olbia 39
20 luglio Olbia – Arzachena 49
21 luglio Arzachena – S. Teresa di Galura 50
22 luglio S. Teresa di Gallura – Castelsardo 73
23 luglio Castelsardo – Portotorres – Alghero 45
24 luglio Alghero
25 luglio Alghero – Torre Grande 40
26 luglio Torre Grande – S. Antioco 35
27 luglio S. Antioco – Portoscuso 27
28 luglio Portoscuso – Iglesias 33
29 luglio Iglesias – Olbia 10
30 luglio Olbia – Lucca 19
TOT 420 KM

RESOCONTO

Quasi quasi lo rifarei … La Sardegna è stata. prima di qualsiasi altra cosa, un incastro continuo di sole, vento, dure salite e pigre discese, ma soprattutto dalla partenza in Gallura, di cordialità e colore da parte della popolazione locale. La costa, sia alta che bassa, è quasi sempre rocciosa, il caldo è asciutto e si pedala quasi senza sudare, le conformazioni rocciose danno alle montagne forme interessanti sulle quali fantasticare mentre ci si sposta e non mancano lungo la strada bar e ristori in cui sostare e prendere fiato.

Per miei piccoli problemi fisici, a tratti ci siamo spostati in treno e concessi una piccola sosta a Sassari, bella e vibrante, con la sua Università, la grande piazza principale in stile risorgimentale, che ricorda tempi di una colonizzazione mai compiuta.

Ad Alghero ci siamo fermati due giorni per poi ripartire in treno per Oristano, viaggiando lentamente attraverso il cuore della Sardegna su un vecchio treno a gasolio, tra muraglie e querce da sughero. Da Oristano pedaliamo fino a Tharros uno splendido Parco Archeologico nonché città romana sul mare, visitiamo il sito a piedi, fino ad una torre di avvistamento su un’altura. Tutto tra cielo e mare, libertà e stanchezza. E poi Carbonia con le sue miniere, ora parchi geominerari e, in bici, fino ad Iglesias. Proprio le strutture delle miniere abbandonate ci accompagnano in questo tratto del viaggio, sono ovunque, ci rapiscono, e ci lasciano scorgere rotte ridisegnate da minatori sconosciuti.

Viaggiare in Sardegna, per noi, è stato come ripercorrere i segni lasciati dal tempo sulla mano, pedalare sul dorso e indovinarne il palmo.

– Samantha –

sardegna

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