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Aspetti legali

CONSIGLI LEGALI IN CASO DI INCIDENTE

Quando è coinvolto in un incidente, il ciclista, nel più fortunato dei casi, è sotto choc. Se non ha dolori insopportabili, può essere spinto a minimizzare l’ accaduto, mandare tutti al diavolo e tornare a casa. E’ in una condizione del tutto sfavorevole per pensare a tutelare i propri diritti. Eppure proprio subito dopo un incidente ci sono alcune cose importanti da fare per garantirsi che al danno non seguano beffe. Essere insieme ad altri pedalatori è un aiuto prezioso, così come è utile che altri ciclisti, anche sconosciuti, si fermino a soccorrere e confortare il collega infortunato. Ecco come aiutarlo.

Cosa fare subito dopo l’incidente 
– Se ci sono responsabili, chiamare la polizia municipale che effettuerà rilievi e riscontri. Un verbale di un’autorità di polizia può essere decisivo per l’accertamento delle responsabilità
– Annotarsi gli estremi di persone e veicoli coinvolti e loro compagnia assicurativa. Chi è coinvolto in un incidente ha l’obbligo di fermarsi e di fornire le generalità e “altre informazioni utili anche ai fini risarcitori” alle persone danneggiate (artt.189 comma1 e 4 c.s.). Non accettare denaro (“per chiuderla qui”) da persone non identificate che poi si dileguano: se poi emergono danni fisici o al mezzo nelle ore post-incidente non si potrà più individuare il responsabile.
– Annotarsi gli estremi dei testimoni. Spiegare che il disagio per un testimone spesso, se non c’è causa, è limitato a una firma sotto una dichiarazione.
– Se si ha una macchina foto,scattare foto utili a chiarire la dinamica
– Se si è caduti per colpa di buche o anomalie della strada dovute ad incuria fare accertare la circostanza dagli agenti o da testimoni o con foto. L’ente proprietario della strada è responsabile dei pericoli creati ai veicoli da manutenzioni negligenti (es. tombino montato male).
– Accompagnare tempestivamente anche l’infortunato non grave presso una struttura sanitaria pubblica per la diagnosi delle lesioni (le assicurazioni sono restie a riconoscere diagnosi troppo tardive).

Cosa fare nei giorni seguenti 
– Se si è titolari di polizza assicurativa infortuni effettuare la denuncia di sinistro nei modi (di solito raccomandata) e nel termine (sovente brevissimo, tre giorni) prescritti in polizza
– Raccogliere tutta la documentazione medica e quella relativa alle spese
– Inviare, meglio se con l’ausilio di un legale, lettera raccomandata al responsabile dell’incidente (o alla sua Assicurazione) chiedendo il risarcimento danni e fissando un termine per la risposta (a favore delle Assicurazioni è per legge 60 giorni). Mettere a disposizione di eventuali periti la bici sinistrata. Se la si vuole far riparare, fotografarla e chiedere al riparatore una relazione.
– Se la lettera non ha esito, valutare con il legale se andare in causa (penale: querela entro tre mesi dal fatto; causa civile: citazione entro cinque anni, o due in caso di incidente senza lesioni fisiche).
– Non avere mai fretta di “chiudere” firmando dichiarazioni liberatorie che non coprano postumi o complicazioni.

Le polizze assicurative infortuni 
Si vanno diffondendo le polizze infortuni, sia specificamente legate alla pratica della bici, sia di tipo generale: occorre leggere bene le clausole (specie quelle vessatorie per le quali viene chiesta una seconda firma sotto formule del tipo “approvo ai sensi dell’art.1341 c.c.”) e verificare che:
– il rischio assicurato copra ogni uscita in bici senza limitazioni (es. solo gara)

 

Parti del testo di questo articolo sono di proprietà di: Massimo Vergano Associazione Bici & Dintorni,